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Presentazione

I Professori Idonei Non Strutturati (PINS) sono oltre 200 studiosi che, pur non essendo compresi nei ruoli del personale docente, sono risultati idonei nei concorsi a professore universitario di ruolo di I e II fascia. Sono persone attivamente impegnate nella ricerca, ma ancora nell'attesa di fare ingresso, dopo molti anni di lavoro, nel personale di ruolo dell'Università.

A differenza di coloro che hanno vinto un concorso per ricercatore, la assunzione dei Professori Associati e Ordinari è subordinata alla “chiamata” da parte di una università. Prima di tale chiamata, non si ha titolo alcuno per pretendere l´immissione in ruolo. La chiamata, inoltre, deve avvenire entro tre anni dalla conclusione del concorso, al termine dei quali l'idoneità decade.

La ratio di questa norma è chiara: il legislatore ha voluto che le singole università potessero scegliersi i propri docenti badando non solo alla loro astratta qualificazione, ma anche alla rispondenza del loro “profilo” alle concrete esigenze locali.

Questa normativa è di per sé ragionevole nel contesto di un sistema fondato sull'autonomia dei singoli atenei. È chiaro, tuttavia, che tale ragionevolezza si basa da cima a fondo sul presupposto che la scelta degli idonei dipenda unicamente dalla considerazione del loro profilo. In altri termini, si presuppone che nessun'altra considerazione debba influenzare la decisione.

Purtroppo tale ovvio presupposto è lungi dall'essere soddisfatto nella situazione attuale. La ragione di ciò riesce chiara se si tiene conto del fatto che le università, per provvedere al fabbisogno finanziario delle chiamate, attingono a fondi propri. Ora, mentre la chiamata di un idoneo già inserito in ruolo ha un costo molto basso, dal momento che si riduce alla differenza tra l'importo del nuovo e del vecchio stipendio, la chiamata di un idoneo «esterno» risulta molto più onerosa, perché il suo costo è uguale all'importo dell'intera retribuzione di un professore.

V'è quindi un evidente interesse economico da parte delle università a preferire le chiamate degli idonei strutturati rispetto a quelle degli idonei non strutturati. Questa disparità di carattere puramente economico ha sempre frenato le Facoltà dal chiamare professori nella condizione di PINS. Non è un caso che siano di fatto relativamente pochi, da quando è in vigore l'attuale normativa, gli idonei non strutturati entrati in ruolo, e ciò benché tra di essi non manchino numerosi studiosi di valore, apprezzati anche all'estero.

La presenza perturbante di un potente interesse economico distrugge il presupposto fondamentale su cui si basa la razionalità della legge e rende impossibile il perseguimento delle sue finalità. Inoltre, in questa situazione, viene violato un elementare principio di giustizia (e forse persino di legalità), il quale impone uguale trattamento a chi si trova nella medesima condizione di "idoneo" in un concorso universitario. L'esclusione dei non strutturati dalle chiamate, infatti, si è risolto in un processo di mero avanzamento di carriera del personale docente già in servizio.

Sta qui, in ultima analisi, la radice dei tanto deprecati fenomeni del cosiddetto “localismo” e del mancato ricambio del corpo docente, con conseguente declino della produttività scientifica delle università. È un errore pensare che essa risieda invece nei concorsi locali in quanto tali. Senza nulla voler togliere alla legittima aspirazione di chi già è strutturato a veder riconosciuti i propri meriti tramite promozione, è importante non confondere questa con un meccanismo diverso: il reclutamento di nuovi ricercatori e docenti che possono arrecare al sistema universitario una linfa nuova ed esperienze professionali diverse e arricchenti a un ambiente che indubbiamente ha sete di una forte azione di rinnovamento.

A nostro giudizio i fenomeni di localismo e provincialismo che spesso si riscontrano nell'Università italiana si potrebbero efficacemente contrastare eliminando il vizio di fondo presente nell'attuale situazione: la distorsione determinata dall'interesse economico delle università nella scelta degli idonei. Se fosse previsto un fondo specifico presso il Ministero dell'Università, mediante il quale fornire a ogni idoneo non strutturato una “dote” pari al maggior costo della sua chiamata, sarebbe ristabilita la pari opportunità tra idonei strutturati e idonei non strutturati. Ne conseguirebbe, da un lato, che le università non avrebbero più l'incentivo finanziario a preferire gli idonei locali a scapito delle esigenze scientifiche e didattiche e, dall'altro, che esse sarebbero libere d'immettere forze fresche nel corpo docente, attingendo, secondo l'originario spirito della legge, alla riserva di idonei esterni.

Per far fronte a questa discriminante asimmetria basata su fattori economici, il MIUR ha istituito negli anni passati, nell'ambito dei Decreti Ministeriali di ripartizione del FFO, un fondo d'incentivazione che premia gli Atenei che hanno assunto PINS. Lo spirito encomiabile di tale provvedimento è stato tuttavia compromesso negli anni scorsi dalle forme farraginose d'erogazione dell'incentivo medesimo, erogazione effettuabile solo ex-post ad assunzione avvenuta. Si è venuto così a creare un ostacolo che, pur terminato il blocco delle assunzioni, rende le Facoltà sempre molto restie a chiamare PINS, per i quali sono costrette ad anticipare un budget pieno nella speranza di recuperarlo ad assunzione avvenuta.

A ciò si aggiunga, che la restrizione, in base al rapporto studenti/docenti, del numero delle Facoltà che possono beneficiare dell'incentivo ha creato un'ulteriore discriminazione a danno dei PINS, senza peraltro aver contribuito in alcun modo a rendere più virtuose le Facoltà escluse . Applicare la mediana secca di tale rapporto come discriminante anche all'incentivo per i PINS, come si è deciso di fare l'anno scorso, e come si vorrebbe reiterare quest'anno, mentre in precedenza era riservata ai soli trasferimenti, significa infatti porre sullo stesso piano situazioni professionali incomparabilmente diverse: quella di chi è in ruolo e cerca di trasferirsi e quella di chi non è in ruolo in alcun Ateneo. Inoltre, ponendo un vincolo sulle assunzioni di esterni e non su quelle di interni, questo criterio finisce per favorire di nuovo il tanto deprecato localismo e stupisce il constatare che il MIUR si occupi di riequilibri di tante altre disparita` universitarie ma non di questa.

E' nostra opinione, infine, che se l'assunzione di esterni e in primis dei PINS non dovesse riprendere normalmente il suo corso, dopo due anni di un blocco delle assunzioni che ha imposto un limite grave all'autonomia dell'Università, questo sarebbe indice inequivocabile di un cattivo stato di salute dell'intero sistema universitario italiano.

Noi idonei non strutturati (in larga parte disoccupati o precari) abbiamo pagato e continuiamo a pagare un prezzo altissimo per la discriminazione che subiamo, una discriminazione che, oltretutto, arreca grave danno al nostro Paese. Molti di noi sono stati costretti a interrompere le loro ricerche oppure a recarsi all'estero per poterle proseguire. Altri saranno presto costretti a fare altrettanto. È questa un'ingiustizia terribile, che dovrebbe spingere chi ha la responsabilità di governo o di gestione degli Atenei a prendere misure immediate per eliminarla.

Le nostre proposte

•  incentivo per tutti i PINS (inclusi i tecnici laureati) senza limiti legati alla mediana del rapporto studenti/docenti, o altre discriminazioni simili ;

•  adeguamento dell'entità del singolo incentivo al costo dopo la conferma:
- da 48.742 euro per i II fascia, a 65.000 euro,
- da 64.421 euro per i I fascia , a 90.000 euro;
allo scopo di premiare maggiormente gli Atenei che intendano assumere esterni vincendo le resistenze localistiche;

•  proposta alla CRUI e agli Atenei di agevolare la presa di servizio dei PINS attraverso l'istituzione di un fondo di Ateneo presso il quale le Facoltà interessate possano attingere per poter effettuare le chiamate di PINS. Dopo l'assunzione, l'incentivo ministeriale recuperato sarebbe trattenuto dall'Ateneo a pagamento della situazione debitoria contratta dalle Facoltà chiamanti nei confronti dell'Ateneo stesso.

 


Ultimo aggiornamento del sito: giovedì 5 luglio 2007.